Cooperative diverse

Le cooperative diverse da quelle a mutualità prevalente

Cooperative Diverse: definizione e descrizione

Le "cooperative diverse" - chiamate anche "cooperative a mutualità non prevalente" - sono società cooperative in cui lo scopo mutualistico non è "prevalente". Lo scopo è mutualistico quando l'obiettivo è offrire beni e servizi prima di tutto ai propri soci a prezzi più vantaggiosi rispetto a quelli di mercato, svolgere l'attività servendosi del lavoro di quelle stesse persone e sfruttare le risorse che esse hanno portato in società. Nelle cooperative diverse questo scopo non è sempre messo al primo posto in ogni aspetto della vita di quella realtà (non è prevalente), ma è comunque presente.

Questa forma di società è nata nel 2003 insieme alle "cooperative a mutualità prevalente", per via della riforma del diritto societario.
Con questa riforma, infatti, si è cercato di dare informazioni precise sulle caratteristiche che devono possedere alcune realtà per essere considerate "società cooperative", in modo tale da riuscire facilmente a riconosce una società in cui viene seguito sul serio lo scopo mutualistico da un'altra che ha, invece, obiettivi differenti. In Italia, infatti, fino ad allora era parecchio diffuso un fenomeno particolare: molte imprese si costituivano come "società cooperative" per poter accedere alle agevolazioni che lo Stato offre a realtà di questo tipo, ma di fatto il loro obiettivo non aveva nulla a che fare con la mutualità (con lo scopo mutualistico) bensì era semplicemente il lucro, cioè guadagnare e poi dividere il ricavato.

Le differenze principali tra "cooperative a mutualità prevalente" e "cooperative diverse" riguardano soprattutto due punti.
Le cooperative a mutualità prevalente di solito inseriscono nel proprio statuto alcune clausole "non lucrative" (cioè divieti ed obblighi da seguire per evitare lo scopo di lucro) e svolgono la propria attività mettendo lo scopo mutualistico sempre al primo posto: più del 50% del ricavato proviene dalla vendita di beni e/o servizi ai propri soci; più del 50% dell'attività viene realizzato grazie al lavoro di quei soci; più del 50% delle risorse utilizzate proviene dalle cose che quei soci hanno portato in società.
Le cooperative diverse, invece, possono anche non aver inserito quelle clausole e non superare quelle percentuali, ma hanno comunque sempre una funzione sociale, cioè cercano comunque di rispettare uno scopo mutualistico durante la propria vita.

Tutte le società cooperative hanno accesso ad agevolazioni e privilegi. Lo Stato Italiano permette a queste realtà di usufruire di incentivi, finanziamenti, esenzioni varie proprio perché hanno una funzione sociale. Esiste, però, una piccola differenza sul tipo di agevolazioni alle quali è possibile accedere, che dipende proprio da quanto prevale la mutualità in queste società: le agevolazioni tributarie spettano infatti solo alle "cooperative a mutualità prevalente".

Cooperative diverse: Elenco Avvocati e Studi Legali
Impresa familiare
È quel particolare tipo di impresa individuale alla quale collaborano (ma non gestiscono) anche i familiari dell’imprenditore, che resta titolare unico. Per legge i familiari sono: il coniuge, i parenti entro il 3° grado (figli, nipoti, nonni...) e gli affini entro il 2° grado (suoceri, cognati...).
Denominazione sociale: cos’è
È lo strumento che denomina e identifica la società di capitali, iscritto nel registro delle imprese, e si compone: del nome della società (può essere di invenzione o il nome di uno o più soci); dell’indicazione del rapporto sociale (S.r.l.; S.p.a., ecc.). Es: FCA Italy S.p.A.
Liquidazione coatta
Procedura concorsuale disciplinata dalla legge fallimentare, la liquidazione coatta amministrativa è una misura alternativa al fallimento. Rivolta a specifiche imprese (banche, assicurazioni, consorzi, ecc) ha lo scopo di tutelare sia i creditori che l’interesse pubblico.
Procedure concorsuali: quali
Le procedure concorsuali previste dal diritto fallimentare sono: il fallimento; il concordato preventivo; la liquidazione coatta amministrativa; l’amministrazione delle grandi imprese in crisi. Ognuna, in modo diverso, priva l’imprenditore della sua autonomia (es. sequestro beni).
Concorrenza: norme Antitrust
Nel mercato europeo, Italia inclusa, la circolazione delle merci e della concorrenza è libera, le aziende devono però attenersi alle norme Antitrust. Queste sono un insieme di regole e divieti volti a impedire che le imprese danneggino il mercato e quindi il consumatore.
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