Società cooperativa: definizione e descrizione
La società cooperativa è definita dalla legge "società a capitale variabile con scopo mutualistico": il suo obiettivo principale, infatti, è fornire beni o servizi ai membri stessi della società a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle di mercato (scopo mutualistico). In alcuni casi può anche esserci una redistribuzione degli utili (profitti) tra soci oppure beni e servizi possono esser offerti ad estranei, ma queste operazioni devono essere sempre secondarie rispetto allo scopo principale.
La società cooperativa, quindi, offre dei vantaggi proprio alle persone che la creano: i soci, infatti, possono anche risparmiare comprando qualcosa dalla cooperativa e non altrove.
Le società cooperative di Produzione e Lavoro, per esempio, fanno sì che i propri soci possano usufruire di condizioni di lavoro più vantaggiose rispetto a quelle disponibili sul mercato.
L'Albo delle Società Cooperative è molto importante per queste realtà, perché solo iscrivendosi ad esso è possibile ottenere la qualifica di "cooperativa".
Una società cooperativa è, inoltre, responsabile delle obbligazioni sociali, cioè i suoi eventuali debiti devono essere pagati con il suo stesso patrimonio sociale. Esiste, però, una differenza tra società cooperative "a responsabilità limitata" e "a responsabilità illimitata".
Nelle società cooperative a responsabilità limitata, la società è sempre responsabile e, in caso di fallimento o liquidazione, i soci possono rimetterci solo la propria quota o una sua somma multipla, oppure le proprie azioni.
Nelle società cooperative a responsabilità illimitata, invece, la società è sempre responsabile ma, in quei casi, lo sono anche i soci senza alcun limite, per cui possono rimetterci anche il proprio patrimonio personale. Inoltre, i soci non hanno azioni.
In passato si parlava anche di "piccole società cooperative": per legge, infatti, una società cooperativa poteva nascere solo con minimo 9 soci, mentre, se c'erano dalle 3 alle 8 persone, si trattava di piccole realtà. Attualmente, invece, non esiste più questa distinzione: per creare una società cooperativa bastano anche solo 3 persone.
Sono società cooperative:
- Le Cooperative Sociali: forniscono servizi attraverso i quali soddisfano un interesse generale della comunità (per esempio servizi socio-sanitari o educativi) e svolgono attività varie per l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate;
- Le Cooperative a Mutualità Prevalente: in queste cooperative l'attività è "prevalentemente" rivolta a soci, consumatori o utenti di beni e servizi;
- Le Cooperative Diverse: sono chiamate in questo modo le "Cooperative a Mutualità Non Prevalente", cioè quelle in cui non prevale lo scopo mutualistico ma svolgono comunque funzioni sociali.
Società cooperativa: Elenco Avvocati e Studi Legali
Società cooperative sociali
Rivolgono le loro attività alla tutela delle persone deboli e con svantaggio sociale. Si distinguono in: coop. sociali di tipo A (servizi socio-sanitari ed educativi: es. centri sociali, residenze sanitarie); coop. sociali di tipo B (inserimento lavorativo per portatori di handicap, ex carcerati, ecc.)
Società di capitali: tipi
L’ordinamento prevede tre tipi di società di capitali: Soc. a Responsabilità Limitata (S.R.L.); Soc. per Azioni (S.P.A.); Soc. in Accomandita per Azioni (S.A.P.A.). La responsabilità dei soci è limitata, tranne per il socio accomandatario (S.A.P.A.), che ha responsabilità illimitata e solidale.
Cosa si può brevettare
Possono essere oggetto di brevetto le nuove invenzioni per uso industriale, come ad esempio un processo di lavorazione, un metodo, una macchina, uno strumento, un utensile, un dispositivo meccanico, un prodotto (art. 2585 Codice Civile).
Denominazione sociale: cos’è
È lo strumento che denomina e identifica la società di capitali, iscritto nel registro delle imprese, e si compone: del nome della società (può essere di invenzione o il nome di uno o più soci); dell’indicazione del rapporto sociale (S.r.l.; S.p.a., ecc.). Es: FCA Italy S.p.A.
Imposta: cos’è
È un tributo dovuto allo Stato per finanziare la spesa pubblica (es. stipendi impiegati statali). Si calcola sulla ricchezza, cioè su ciò che la produce: proprietà, fatturato, ecc. Si distinguono in imposte dirette (IRPEF, IRAP, IRES...), e imposte indirette (IVA, imposta catastale...).